agosto 3, 2016

VEDI ALLA VOCE ALMA

VEDI ALLA VOCE ALMA_CONTENUTI

Il contrasto tra due donne, una mediocre e una eccezionale, una distrutta e una vittoriosa: due storie che sembrano rappresentare l'una il contraltare dell'altra, ma in realtà celano entrambe il racconto di un rapporto che ha perso la bussola, di una violenza insanabile tra due esseri umani.

Sola in scena coi suoi fantasmi, una donna che donna non è, divisa tra l’amore e il disamore, tra la tragedia e la farsa, tra le grandi muse e le piccole massaie. Tenuta in vita da un filo sottile, il filo di un telefono. Lo spettacolo è un monologo/melologo per drag queen solista. Prende le mosse da La voce umana di Jean Cocteau, dalla sua trasposizione in opera lirica, musicata da Francis Poulenc, ma anche da  un fatto realmente accaduto. La bella e volubile Alma Mahler, musa di tanti artisti del novecento, ebbe una tormentata relazione con il pittore Oscar Kokoschka. Questi, da lei abbandonato, ne fece costruire una bambola a grandezza naturale. Visse con la bambola, la ritrasse, le assegnò una cameriera, la portò in pubblico, finché un giorno, ubriaco, decise di dare un epilogo tragico alla vicenda. Un amore assurdo, violento, epico.

La protagonista de La voce umana, al contrario di Alma, è una donna senza nome, senza identità. Niente di eroico in lei, niente di speciale: questa donna è, sottolinea Cocteau, una “vittima mediocre”. Quest’atto unico è la semplicità portata all’estremo: un interno, una donna, un telefono, l’amore. Eppure è diventato un vero e proprio topos, ha cambiato per sempre la storia del teatro e delle attrici. Perché? Forse perché contiene qualcosa di non pacificato. La tragedia, probabilmente non definitiva, di un mondo non pensato per creature di sesso femminile, la freddezza  con cui a volte si liquida il sentimento puro, l'emozione che non riesce a trattenersi.

Davanti al letto, per terra, è sdraiata una donna, come assassinata. L'autore vorrebbe che l'attrice desse l'impressione di perdere il sangue come una bestia ferita, di terminare l'atto in una camera piena di sangue.

La “scena del crimine” che Cocteau presenta in questa lunga didascalia è il punto  di partenza, il campo d'azione della storia e al tempo stesso dell'attore/attrice che la  racconta.  Mentre la vicenda prosegue e si dipana nel corso della telefonata (resa in playback a sottolineare come sia un “oggetto d'arte”) si muovono in trasparenza i fantasmi di Oskar Kokoschka e Alma Mahler, ma anche di Jean Cocteau e Edith Piaf, e di muse e di artisti di ben più bassa levatura.

Vedi alla voce Alma un lavoro a comporre e scomporre materiali. Come afferma lo stesso Cocteau: “Non si tratta qui di risolvere alcun problema psicologico. Si tratta di risolvere questioni di ordine teatrale”.

Questo lavoro nasce da un'intuizione, ovvero accostare la vicenda de “La voce umana” a quella della creazione da parte di Oskar Kokoschka di un simulacro life-size della amata perduta. Ad affascinarci era (credevamo) il contrasto tra le due donne, una mediocre e una eccezionale, una distrutta e una vittoriosa, unito al fatto che le due storie potessero essere l'una il contraltare dell'altra. Iniziando le prove ci siamo accorti delle ragioni più profonde, più sottili, che ci avevano portato a questo accostamento. Il contrasto è solo apparente. In realtà entrambe le storie parlano di un rapporto che ha perso la bussola, di una violenza insanabile tra due esseri umani. È l'uomo l'autore di questa violenza, che si esprime in modo indiretto ma non per questo meno brutale, per disamore ne “la voce umana”, per troppo amore nella vicenda biografica di Kokoschka.

E ancora, si parla di due autori che tentano di fermare un'immagine femminile. , di dare forma a una donna fittizia, in un caso Cocteau nello scrivere il suo atto unico, nell'altro Kokoschka che cerca di ricavare un oggetto d'arte dalla sua, vera o immaginaria,  follia d'amore. E poi c'è un attore maschio  che interpreta un personaggio femminile, o meglio che lo cerca, che lo attraversa, che lo perde e lo ritrova in continuazione. Come tradurre tutto questo in forma scenica? Non cercando a tutti i costi di comporre i contrasti, ma  di accostarli, di vederli per quello che sono, procedendo in modo cauto e artigianale. Trovare e reinventare, insomma, un chiave interpretativa, anche abbandonando un'estetica drag queen per come si intende comunemente. In questo percorso di ricerca è stato illuminante l'incontro con Daria Deflorian , artista teatrale che non ha bisogno di presentazioni. In scena c'è un essere umano, molto evidentemente di sesso maschile, ma di genere femminile, anche quando non indossa nulla che lo possa connotare in questo senso. La ricerca di Alma, o dell'amore, o della forma perfetta per la rappresentazione di una donna, vanno di pari passo, si sovrappongono, si intrecciano, dialogano tra loro.


uno spettacolo  Nina's Drag Queens
drammaturgia e interpretazione Lorenzo Piccolo
regia Alessio Calciolari
disegno e realizzazione luci Andrea Violato
tecnica Adriana Renna
sound design Silvia Laureti
registrazioni e missaggio Pietro Paroletti
assistente alla regia Ulisse Romanò
elementi di scena e costume  Rosa Mariotti
tutor  Daria Deflorian  nell'ambito della residenza artistica Officina LachesiLAB
produzione Aparte – Ali per l'Arte
co-produzione Danae Festival
si ringrazia  ITfestival, progetto Open It



Vedi alla voce Alma è stato realizzato con il sostegno di 


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Nell’ambito del progetto


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Spettacolo selezionato da Next - laboratorio delle idee, edizione 2016 nella sezione "giovani compagnie"


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INFORMAZIONI GENERALI

Durata dello spettacolo:75' circa, senza intervallo


Mezzi di trasporto: Autoveicolo
Il teatro dovrà provvedere a richiedere i permessi di transito e sosta per lo scarico, la sosta e il carico.
Spazio scenico necessario: 6 mt x 8 mt di profondità Scaletta di collegamento fra palco e platea.
Quadratura: Quintatura nera all'italiana. Già montata.
Fondale bianco laddove presente, altrimenti verrà fornito dalla compagnia.
Tempo di montaggio: 4 ore il giorno di replica
Aiuti su piazza: nessuno
Tempo di smontaggio: 1 ora

LUCI

Proiettori (completi di catenelle di sicurezza - telai portagelatine - ganci - bandiere - lampade di scorta)
- 6 PC 1Kw
- 2 sagomatori ETC 750w + ottica 50°
- 4 PAR cp60 - 02 domino 1000W (per luce di sala)
- Prolunghe in numero tale da poter coprire l'intera pianta luci a seconda dello spazio.
- Min 18 ch dimmer x 2,5 kw.
- Consolle luci 24 ch + submaster (si prega di comunicare il modello di consolle presente in teatro).
- Minimo 2 americane di palco + americana di sala o staffe per luci frontali

Carico elettrico necessario / minimo: 15 kw

AUDIO

- Impianto audio full range di alta qualità adeguato a coprire le dimensioni della sala.
- Mixer audio: min 5 canali con effetto riverbero
- 2 spie su palco
- Caveria necessaria per il cablaggio

NOTE

- Si richiede un camerino o stanza che possa essere adibita a tale uso per 1 attore, con bagno.
- E' necessaria la presenza di un responsabile tecnico di palcoscenico per tutta la durata della permanenza della compagnia e di una scala per i puntamenti.
- La regia audio e luci dovrebbe possibilmente essere posizionata a fondo sala, nel centro.
- Si avvisa che verranno utilizzate luci autoportanti posate a terra sul palco.

*Sono possibili variazioni alla scheda tecnica e alle caratteristiche del materiale richiesto ma devono sempre essere previamente concordate con la compagnia.
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APARTE – ALI PER L’ARTE Società Cooperativa
Via A. Soffredini,77
20126 Milano | Tel e fax 02.9378014

COMPAGNIA NINA'S DRAG QUEENS
www.ninasdragqueens.org