agosto 3, 2016

PALLONCINI – POTEVA ESSERE SCEMO

PALLONCINI_CONTENUTI

Uno spettacolo che riflette sulla diversità, dedicato a chi pensa che ne se parli fin troppo.

“La maggior parte della gente non capisce come altri possano soffiarsi il naso in un modo diverso dal loro.” Ivan Turgenev

Una madre, Germana, è alle prese con gli ultimi preparativi della festa di compleanno del figlio piccolo, Carlino, e una banale richiesta la getta in un labirinto di dubbi. E’ così che il colore dei palloncini si trasforma nella porta d’accesso a un flusso - reflusso?- ininterrotto di pensieri e paure sull’identità di genere, complice la madre di un compagno di classe del piccolo, Mirella. La voce di una coscienza nervosa e molto confusa si fa largo in una serie di veri e falsi problemi, ipocrisie e sincere preoccupazioni, fino all’esplorazione del mare magnum del web, dove chiunque scrive quello che non dice ma pensa, sotto copertura di creativi nickname.

Palloncini - poteva essere scemo è un ritratto tragicomico che ha la sua ragion d’essere in recenti fatti di cronaca, dai ragazzini che si sono gettati dal balcone perché tacciati di essere diversi ai sit-in difesa della famiglia tradizionale. Per sorridere ancora una volta, proprio là dove non c’è niente da ridere.

scritto da  Gabriele Scotti e Gianna Coletti
con  Gianna Coletti, Laura Pozone
regia di Gabriele Scotti
produzione  Rossofilm e Gabriele Scotti
con la partecipazione di Casa delle Arti - Spazio Alda Merini

CAST ARTISTICO

GABRIELE SCOTTI

Laureato  in Filosofia Morale con  tesi sull’Approccio  delle Capacità  di Martha  Nussbaum, segue un corso triennale  di Regia e  Produzione audiovideo. Approfondisce la materia teatrale con Dario del Corno, Annig Raimondi, Serena  Sinigaglia, Renata Ciaravino. Negli anni  lavora in ambito video  come  assistente  alla regia, aiuto regia, filmmaker,  regista e autore  di testi.

Firma la sceneggiatura del documentario In Famiglia realizzato per la Provincia di Milano, è sceneggiatore del film lungometraggio Tra Cinque  Minuti  in Scena (Miglior Film Indipendente  ai premi  FICE  2013)  e dei docufilm  Il tempio delle meraviglie  Alla Scala (nelle sale Nov 2015)  e Leonardo  ritorno a Milano  (in sala Apr 2016)  entrambi per la regia di  Luca Lucini.

Esordisce in teatro con testo e regia de Le Poveracce, record di incassi dello Spazio Tertulliano  di Milano.  Segue lo spettacolo  Palloncini di cui è autore e regista. I suoi lavori puntano a rappresentare vite umane di oggi per raccontare aspetti problematici del vivere  contemporaneo   facendo  passare la riflessione  attraverso il riso, ora empatico,  ora amaro.

GIANNA COLETTI

Attrice milanese, vanta una lunga carriera iniziata da piccolissima. Lavora soprattutto in teatro portando in scena commedie,  opere  di prosa e operetta. Tra gli altri lavora con  Garinei e Giovannini,,  Piero  Mazzarella, Gino Bramieri, Gino Landi. E’ stata diretta da  Tato  Russo del Bellini di Napoli, Andrèe Ruth Shammah, Dario D'Ambrosi fondatore del Teatro Patologico,  Gino Landi  nelle operette  del  Teatro Verdi  di Trieste, Carlo Mazzacurati, Giancarlo  Sepe,  Walter Manfrè,  Antonio   Sixty.

Prende parte anche a film tra i quali Facciamo Paradiso di  Mario Monicelli  e numerose  fiction tv.  Nel Dicembre  2011 è protagonista del lungometraggio  Tra  Cinque  Minuti  in Scena,  regia di Laura Chiossone.

Negli ultimi anni prende parte alle produzioni del Teatro Stabile di Bolzano per la regia di Marco Bernardi (La vita che ti diedi) e opera anche come autrice firmando gli spettacoli Cuori infranti e ossa spezzate, Donne Donnine Donnacce.  A fine  2015 è uscito Mamma  a carico, il suo primo  libro edito da  Einaudi.

LAURA POZONE

Diplomata attrice alla Scuola Civica Paolo Grassi di Milano. Negli anni continua la formazione con laboratori tenuti da Emma Dante, Serena  Sinigaglia, Cristina  Pezzoli, Leo Muscato,  Giovanni  Veronesi, Roberto Traverso.

Tra i suoi spettacoli teatrali ci sono Il Signor Rossi contro l’Impero del male di e con Paolo Rossi, L’italiana in Algeri di Dario Fo, Carnival Dream  di Fabio Momo (in inglese, con repliche  in Cina, Dubai  e Libano), Quattro  donne  e un matrimonio  di F. Banfo, Rimidia    lapocalisse  di A. Cendron,  Molière  a sua insaputa  con Paolo Hendel,  di Leo Muscato  e Apocalypse  Wow  di Compagnia   Blusclint.

Scrive e interpreta il monologo Love is in the Hair, in scena anche a Milano al Teatro della Cooperativa. Dal 2015 collabora con Il Terzo Segreto di Satira. Cura  la programmazione  teatrale del  Cicco Simonetta  di Milano  per la stagione 2015-­‐16.

Premi: 2009-­‐  PRIMO PREMIO,  PREMIO DEL PUBBLICO E PREMIO  GIURIA GIOVANI al concorso  La parola  e il gesto (presidente  di giuria Roberto  Herlitzka);  2011-­‐  PREMIO DEL PUBBLICO e MENZIONE  SPECIALE  al concorso  Salicedoro (presidente  di giuria Corrado Accordino);  2013-­‐  PRIMO  PREMIO al concorso  Attori Doc  (presidente  di giuria Emilio Russo).

INFORMAZIONI GENERALI

Dimensione minime palco: 6x6 Quadratura nera alla tedesca
2 quinte a quadratura del fondale. Possibilità di leggero appendimento sul fondo.

LUCI

-12 ch dimmer consolle luci con possibilità memorie
-15 pc 1000w + bandiere e porta gelatine
-6 super lucciole 75 w lampada 8° + porta gelatine

AUDIO

Impianto diffusione adeguato alla sala Mixer audio

Francesco Mattana - SaltinAria

"Palloncini è stato un successo di  pubblico,  e quando  uno  spettacolo ha successo  è doveroso  che sia  gli  allestitori sia  gli articolisti si pongano  delle domande.  Il tema -­ ovvero la gayezza -­ di suo incuriosisce.  Quando  poi la gayezza di  cui sopra viene estesa, con un'operazione teatrale forse più incosciente che spregiudicata, a un nanerottolo di sette anni,  allora  scatta  il passaparola   tra la gente. Ma non è solo la trama ad avere intrigato. Il tamtam è partito anche perché le attrici sono due signore attrici, e perché il testo è davvero  brioso,  con qualche  idea  innovativa."

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Francesca Romana Lino - Fattiditeatro.it

Un testo davvero sfaccettato,  provocatorio  e raramente  reticente, pur  nella  leggerezza  della  commedia,  sostenuta in modo  sempre convincente  dalla  connaturale   nota  comica della  Coletti  e non  meno  dalla  sfaccettata  e cangiante  vèrve della  Pozone,  disinvolta  nel modulare  canoni  e  registri. E questo fa, la regia di Gabriele Scotti: le fa muovere avanti e indietro, quasi sempre a luci fisse, prestandoci il suo sguardo  a tutto tondo,  che è quello  di chi fissi  le strategie  sociali  di furiosi  topolini  da laboratorio.

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Elena D'Elia- Brainstorming culturale magazine

Il testo è esplosivo e coinvolgente, con battute al fulmicotone per le quali spesso si ride fino alle lacrime; i tempi dell’azione  scenica sono  calcolati fin  nei minimi  dettagli e perfettamente gestiti dalle  due    attrici. La sensazione è di aver preso parte ad una profonda riflessione su un tema fortemente  attuale,  trattato tuttavia  con ironia e soprattutto senza alcuna connotazione politica.  C’è la maggiore  consapevolezza  su come degli  argomenti  delicati si  possono  affrontare  con uno sguardo  diverso,  onesto e  sincero.”

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