agosto 3, 2016

IL GIARDINO DELLE CILIEGIE

IL GIARDINO DELLE CILIEGIE_CONTENUTI


Il Giardino dei Ciliegi è una terra di confine, un confine spazio-temporale.
Il Giardino dei Ciliegi è crocevia di mondi lontani, irriducibili.
Il Giardino dei Ciliegi è un bosco di fantasmi frettolosamente seppelliti.
Il Giardino dei Ciliegi è una sinfonia dal contrappunto sghembo, sincopato.
Il Giardino dei Ciliegi è una drag queen.
Francesco Micheli



Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov è una piccola saga familiare, stagliata sullo sfondo di un'epoca di grande cambiamento.
Aspettando un unico avvenimento – la vendita del giardino – i personaggi si dibattono in situazioni apparentemente futili: amori inseguiti e non corrisposti, feste senza invitati, passeggiate tra i ciliegi.
Sei donne attendono la fine del mondo che hanno conosciuto. Intorno a loro, si avvicina una schiera di uomini, un coro di voci incalzante che segna l'inevitabile conto alla rovescia.

"Abbiamo scelto di lavorare su questo classico del teatro per la sua coralità e per qualcosa che sentivamo emergere tra le righe: la nostalgia per un mondo scomparso, un'infanzia perduta ma mai dimenticata.
Il mondo femminile di Cechov è vario e affascinante: signore, signorine, sorelle, madri, figlie e figliastre, badanti, cameriere, domestiche, governanti, prestigiatrici, amanti, aspiranti fidanzate, donne di mondo, donne di paese.
Sono viaggiatrici senza passaporto, dive senza palcoscenico, eroine tragiche senza tragedia".

La drammaturgia de Il giardino delle ciliegie procede quindi per frammenti, accostamenti musicali, montaggio di scene del testo originale e canzoni in playback che ne completano il senso e – talora – ne spostano l’asse, passaggi di battute da un personaggio a un altro (le parti maschili, totalmente assenti, sono in parte state assorbite da quelle femminili).

Tutt'altro che stravolgendo l’opera di Cechov, le Nina's si sono chieste piuttosto a cosa corrispondessero infatti, nell’oggi, quelle ansie, quelle manie, quei caratteri.
Perché Cechov racconta un mondo senza più appigli, personaggi smarriti, la cronaca di un passaggio epocale. 
E questo è qualcosa che assomiglia molto al tempo presente
.

con Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro , Sax Nicosia, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò
regia Francesco Micheli
disegno luci Giulia Pastore
audio Giuliana Rienzi
scene Clara Storti, Selena Zanrosso
costumi Giada Masi
assistente alla regia Luisa Costi
direzione artistica Nina’s Drag Queens Francesco Micheli
produzione Nina’s Drag Queens
in collaborazione con TEATRO RINGHIERA ATIR e Accademia di Belle Arti di Brera – Biennio Specialistico in Scenografia Teatrale

INFORMAZIONI GENERALI

Durata dello spettacolo: 1h e 30 minuti circa, senza intervallo
Mezzi di trasporto: Furgone a noleggio  
Il teatro dovrà provvedere a richiedere i permessi di transito e sosta per lo scarico, la sosta e il carico.
Spazio scenico necessario:
12 mt x 8 mt di profondità
Altezza minima per appendimenti: 6 mt
Graticcia o rocchettiera accessibile e per montaggio.
Scaletta di collegamento fra palco e platea.
Quadratura:
Quintatura nera all'italiana. Già montata.
Fondale nero – si necessita di minimo 1.2mt di passaggio tra fondale e fondo palco.  
Materiale richiesto
10 mazzi di corde


LUCI



Proiettori (completi di catenelle di sicurezza - telai portagelatine - ganci - bandiere - lampade di scorta)

  • 25 PC 1Kw

  • 10 sagomatori ETC 750w + ottica 50°

  • 3 sagomatori ETC 750w + ottica 36° + 1 iride

  • 1 PAR cp62

  • 2 PAR cp60

  • luci di servizio dietro il fondale.

  • Prolunghe in numero tale da poter coprire l'intera pianta luci a seconda dello spazio.

  • 20 sdoppi cee.

  • Min 24 ch dimmer x 2,5 kw.

  • Consolle programmabile con memorie temporizzate o submaster (si prega di comunicare il modello di consolle presente in teatro).

  • Minimo 3 americane di palco + americana di sala o staffe per luci frontali.

  • 8 stativi/gabbie/bilancini per tagli in quinta ad altezza uomo → uno stativo per ordine di quinte.

  • 4 basette

  • 4 gabbie alte 1mt

  • 2 gabbie alte almeno 2.30mt
 
Carico elettrico necessario / minimo: 25 kw  


AUDIO



  • Impianto audio full range di alta qualità adeguato a coprire le dimensioni della sala.

  • Mixer audio: min 5 canali con effetto riverbero

  • 2 spie su palco

  • 2 microfoni Shure sm 58

  • Caveria necessaria per il cablaggio


Tempo di montaggio:
E' richiesto un giorno da 8 ore di premontaggio (indicativamente 9.00-18.00 con 1 ora di pausa)  + 8 ore il giorno di replica (indicativamente 9.00-18.00 con 1 ora di pausa).
Aiuti su piazza: 1 elettricista che conosca i banchi luci e audio + 1 macchinista per montaggio e smontaggio
IN ASSENZA DI PREMONTAGGIO: 2 elettricisti (di cui uno che conosca i banchi luci e audio) + 2 macchinisti per montaggio e smontaggio
Tempo di smontaggio: 2 ore


NOTE



Si richiedono camerini o stanze che possano essere adibite a tale uso per 6 attori, con bagno, specchi ed illuminazione adeguata a truccarsi.
E' necessaria la presenza di un responsabile tecnico di palcoscenico per tutta la durata della permanenza della compagnia e di una scala per i puntamenti.
La regia audio e luci dovrebbe possibilmente essere posizionata a fondo sala, nel centro.
Si avvisa che verrà utilizzato materiale truciolare, posato sul tappeto di compagnia, che produce un modesto quantitativo di polvere.

*Sono possibili variazioni alla scheda tecnica e alle caratteristiche del materiale richiesto ma devono sempre essere previamente concordate con la compagnia.
Sara Chiappori - La Repubblica

“Grottesco, leggero, melodrammatico è il Checov delle Nina’s Drag Queens”. Leggi la recensione completa

Fausto Malcovati - Hystrio

Basta con i piagnistei. Oggi finalmente Cechov fa ridere. Un Cechov, certo, come non lo avete mai visto, quasi una scoperta. Dunque evviva queste superlative drag queens, guidate da Francesco Micheli, che hanno trasformato “i ciliegi” nelle “ciliegie”: solo personaggi femminili […] Magnifiche, gustosissime ciliegie. Replicare, please.”

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Maurizio Porro - Corriere della Sera

“Le Drag in gioco di squadra costruiscono un universo a parte dove anche le utopie di Cechov trovano spazio […] grazie alla “smisurata misura” della regia di Francesco Micheli. Trionfo: le rivedremo presto.”

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Paolo Schiavi – Ottobre 2015 – Libertà

“Meritatissimo trionfo. Se il capolavoro checoviano è in bilico tra epos e dramma, commedia e farsa, le Nina's Drag queens dirette dal regista Francesco Micheli sono un corpo unico, puntuale, espressivo, ingranaggi di un meccanismo scenico impeccabile. (…) Scavano nelle pietre della drammaturgia, nelle psicologie, nei meandri dei personaggi, portano a galla sottotesti e punti di vista inediti, miscelano senza strappi alto e basso, struggimento e risata, grottesco e parodia, risemantizzando i cliché del pop e del trash attraverso un lirismo capace di far breccia nello spettatore più tradizionalista. (..) Un impasto di tecniche e linguaggi sapiente, cucito attorno ad un montaggio drammaturgico limpido e intelligente.”

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