gennaio 5, 2016

DRAGPENNYOPERA

DRAGPENNYOPERA_CONTENUTI

Spettacolo liberamente ispirato a “The Beggar’s Opera” di John Gay

È l’alba. Nel cortile di un carcere, sotto il patibolo, si danno ritrovo alcune figure. Attendono l’esecuzione capitale del bandito Macheath. Sono le donne della sua vita. Saranno loro a dare vita a questa storia: vedremo come siano avvenute le nozze segrete di Macheath con Polly, figlia della regina dei mendicanti Peachum; i provvedimenti che questa ha preso e gli avvenimenti che ne sono seguiti; come il delinquente sia stato arrestato a causa del tradimento di Jenny, prostituta e sua vecchia amante; come sia stato liberato grazie a Lucy, altra amante, giovane e nervosa, e arrestato nuovamente per mano di Tigra, madre di Lucy e capo della Polizia; per giungere infine al momento dell’esecuzione, al giudizio finale, e forse, all’happy end.

Peachum, Jenny, Polly, Lucy, Tigra: cinque personaggi che amano, tradiscono, rubano e uccidono, cinque donne che si usano a vicenda. Cuori neri dalla nascita o anneriti dalla vita, ma che pulsano vitali in uno scenario desolato. Il bandito Macheath: l’unico uomo, l’eterno assente, che suscita in questi cuori neri sentimenti assoluti. Amato, odiato, agognato, e infine spolpato fino all’osso.

Il pubblico è invitato a partecipare a un gioco pericoloso: l’inevitabile leggerezza messa in campo dalle drag queen si declina in ironia dissacrante e comicità grottesca, nello spericolato tentativo teatrale di realizzare l’istantanea di un mondo sull’orlo del precipizio.

Questo è DragPennyOpera: opera pop, feroce cabaret.



con
 Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò
coreografie Alessio Calciolari
drammaturgia Lorenzo Piccolo
regia Sax Nicosia
costumi Gianluca Falaschi
scene Nathalie Deana
musiche originali Diego Mingolla
artwork Donato Milkyeyes Sansone
parrucche Mario Audello
disegno luci Luna Mariotti
assistenza ai costumi Rosa Mariotti
assistenza alla regia Mila Casali
direzione artistica Nina’s Drag Queens Francesco Micheli
produzione Aparte – Ali per l’arte

 


DragPennyOpera è stato realizzato con il contributo di

fondazione_cariplo Nell’ambito del progetto FUNDER_CMYK

Spettacolo selezionato da Next – laboratorio delle idee, edizione 2014 NEXT14_positivo_orizzontale

INFORMAZIONI GENERALI


Durata dello spettacolo: 2 ore
Mezzi di trasporto: Furgone a noleggio
Il teatro dovrà provvedere a richiedere i permessi di transito e sosta per lo scarico, la sosta e il carico.
Spazio scenico necessario: 12 metri larghezza -  8 metri profondità - 5 metri altezza (minima)
Quadratura: SOLO FONDALE NERO
Tempo di montaggio: 8 ore circa
Aiuti su piazza: 2 elettricisti / 1 fonico
Tempo di smontaggio: 2 ore


MATERIALE RICHIESTO


Scena: SCALA PER ACCEDERE DAL PALCOSCENICO IN PLATEA (PREFERIBILMENTE CENTRALE) sia in fase di montaggio che durante lo spettacolo.

LUCI


Proiettori completi di catenelle di sicurezza, telai portagelatine, ganci, bandiere, lampade di scorta:

  • 21  PC  1kw
  • 8    PC  2Kw
  • 5    par CP 60
  • 8    par CP61
  • 2    par CP62
  • 2   ETC 19° con iride
  • 1   ETC 26° con iride
  • 3   ETC 36°
  • 11 ETC 50°
  • 1  LUCCIOLA ( angolo stretto)
  • 1  DOMINO
  • 4  QUARZINE 800W
  • Prolunghe in numero tale da poter coprire l'intera pianta luci a seconda dello spazio.
  • 20 sdoppi cee.
  • 5 americane di palco + americana di sala o staffe per luci frontali.
  • Min 50 ch dimmer x 2,5 kw.
  • Consolle programmabile con memorie temporizzate o submaster (si prega di comunicare il modello di consolle presente in teatro), preferibilmente SPARK 4D
  • 6 gabbie alte 2m

  • Carico elettrico necessario / minimo: 60 KW
    *si faccia riferimento a questa pianta luci

    AUDIO

    Impianto audio full range di alta qualità adeguato a coprire le dimensioni della sala. Mixer audio: min 5 canali con effetto riverbero 2 spie su palco 1 radiomicrofono di alta qualità 1 lettore CD 1 asta per microfono Caveria necessaria per il cablaggio

    NOTE

    Si richiedono camerini o stanze che possano essere adibite a tale uso per 6 attori, con bagno, specchi ed illuminazione adeguata a truccarsi.
    E' necessaria la presenza di un responsabile tecnico di palcoscenico per tutta la durata della permanenza dellacompagnia e di una scala per i puntamenti.
    La regia audio e luci dovrebbe possibilmente essere posizionata a fondo sala, nel centro.
    In fase di montaggio / puntamenti luce si richiede: consolle luci in palcoscenico, trabattello o scala con cavo di ritenuta di sicurezza.


    *Sono possibili variazioni alla scheda tecnica e alle caratteristiche del materiale richiesto ma devono sempre essere previamente concordate con la compagnia.

    Guarda il video promo su Youtube
    Sara Chiappori – Repubblica

    “Con un tocco di impertinenza, potremmo dire che dopo Brecht/Weill ci sono le Nina’s Drag Queens. DragPennyOpera è un ludico, ma non troppo, remake della settecentesca Beggar’s Opera di John Gay. Non una parodia in chiave queer, ma, come già nel Giardino delle ciliegie, un interessante corto circuito tra estetica camp e codici teatrali, attore e maschera. Via tutti i personaggi maschili, restano quelli femminili anche quando non lo sarebbero. (…) Hanno corpi sfrontati che si (tra)vestono con parrucche, tacchi e colli di pelliccia, su una scena a vista con incursioni in platea sul filo del gioco e dell’emozione impudente. Al playback di rigore drag con coreografie e musiche azzeccate (Guarda che luna di Petra Magoni eseguita sotto il patibolo è un colpo da maestre) alternano interpretazioni live (da citare Stefano Orlandi con Grande grande grande), mentre la drammaturgia di Lorenzo Piccolo ricama tra parole, citazioni e canzoni, Brecht, Anna Magnani e Monica Vitti. Non più Francesco Micheli, ma Sax Nicosia alla regia, che spinge sui contrasti. (…) Ironico, buffo, con un fondo di malinconia. (…) Non si può non amarle.”

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      Renzo Francabandera – PAC

    “In Dragpenny si leggono interessanti spunti di maturità della ricerca sui codici tradizionali della rivista e dell’happening performativo, che da anni interessano questo gruppo di attori e danzatori, e che ora fecondamente si sono spostati ammantando la rivisitazione di grandi classici, partendo da Checov con Il Giardino delle Ciliegie. (…) Con Dragpenny finalmente la “questione drag” diventa e torna ad essere, come giustamente forse deve, un mezzo. Uno dei tanti mezzi da esplorare da parte del gruppo di ricerca sul teatro. Certo, quello ancora dominante, la cifra di continuità con quello che finora è stato. Ma già la presenza dei camerini in scena smaschera il gioco e lo trasforma in occorrenza metateatrale.”

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      Daniele Stefanoni – Dramma.it

    “La scelta di affidare alle Drag Queen la scena è pionieristico, almeno in Italia. Non si tratta della scena in sé, in cui della presenza drag pullula l’avanspettacolo nazionalpopolare, quanto piuttosto del riuscitissimo tentativo di rendere la Drag un’attrice a tutto tondo, drammatica e comica, surreale e grottesca con potenzialità che nessun attore potrebbe mai incarnare. La Drag diventa la nuova maschera greca, del teatro antico porta l’atto semplificatorio-sintetico da un lato e artisticamente straniante rispetto alla realtà dall’altro. (…) La regia di Sax Nicosia – invero assai onirica e validamente evocativa -immagina una scena scarna che si riempie di cappi e forche. Essi trasmutano il loro significato di continuo, in una fusione di spazi, situazioni, significati stratificata di livello. E non solo la scena è un continuo mutar di genere e forma, anche i personaggi sono di siffatta specie. Amore e tradimento vanno a braccetto, denaro e gratuità, dedizione cieca all’amore e morte inscenata. L’uomo, quello di cui sono tutte innamorate, latita. (…) Il colpo di teatro sta nel non mostracelo mai in carne e ossa. (…) Una nota a parte meritano gli attori. Alessio Calciolari (Lucy Lockit), Gianluca Di Lauro (Jenny Diver), Stefano Orlandi (Tigra Lockit), Lorenzo Piccolo (Norma Peachum), Ulisse Romanò (Polly Peachum) sono un concentrato di talento, convincenti attori, navigati caratteristi, abili nelle sterzate improvvise dal tragico al tragicomico come solo a una Drag si concede”.

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      Raffaella Viccei – Stratagemmi.it

    Le Nina’s sorprendono da subito con la loro coralità (…) si inseguono in un trascinante labirinto di ipocrisie, incanti, amicizie, ironie, umane bestialità, parodie, amori, morte. (…) Complici i meravigliosi costumi ‘parlanti’ di Gianluca Falaschi, le donne raccontano se stesse e fanno vivere Macheath nelle loro parole. (…) Le luci di cinque cappi illuminano altre possibili verità e fanno sorgere il dubbio che Macheath, in un rocambolesco gioco di specchi, abbia i volti di Peachum, Polly, Lucy, Tigra, Jenny.

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    Elena Cattaneo - Sul Romanzo

    “La drammaturgia originale di Lorenzo Piccolo e la regia di Sax Nicosia affrontano con maggior indipendenza l’eroicomica pièce di partenza, costruendo un ordito inedito che cuce insieme la vicenda iniziale con elementi vicini a Brecht, al teatro postdrammatico e al teatro di rivista (…) Lo spettacolo, benché scenograficamente misurato, è sontuoso, muscolare, coinvolgente. Gli attori si tramutano agilmente da scintillanti drag su tacchi a spillo a servi di scena fetish, figure del paesaggio, a volte ombre che fanno da contrappunto alla recitazione degli altri. È un cambio di fisicità e di peso fondamentale, che crea in chi guarda l’incapacità di determinare quante figure siano effettivamente presenti. (…) Questo mondo magico e basso risuona nell’inconscio dello spettatore, cioè quello spazio profondo che ha a che fare col gioco, il paradosso, il travestimento e una certa dose di spietatezza. (…) Il teatro drag è un teatro alchemico. Col tono dello scherzo, del cinismo cosparso di paillettes si possono dire le cose più provocatorie. Le più vere, forse. Senza che questo diventi lezione. Infatti, ammonisce la signora Peachum: «La verità … ma chi ci crede? Abbiamo bisogno della rappresentazione».”

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      Maurizio Carra – teatrionline

    “Le battute e canzoni interrompono un discorso che diventa disarticolato pur mantenendone il ritmo, l’ironia, lo spirito dissacrante e una vis polemica e sociale (…) La gestualità di questi attori è a dir poco eccezionale e quando cantano giocano sull’essere o apparire, sul canto dal vivo o in playback con un risultato sempre esilarante.”

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    Adele Labbate- Recensito.net

    “Un modo scanzonato per raccontare uno status negativo, quello della bestialità dell’uomo. Molte le risate per uno spettacolo ben strutturato. Sottile e pungente l’ironia dei protagonisti.”

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    www.ninasdragqueens.org